Formati di file
Cos'è il JPG? Come funziona il JPEG e quando usarlo
Il JPG è il formato di immagine con perdita che da oltre trent'anni conserva le foto di tutto il mondo. Ecco come funziona la compressione JPEG, dove eccelle, dove fallisce e cosa controllare quando si converte.
Autore: Hemen Dönüştür Editör EkibiPubblicato: 8 min di lettura

Il JPG (o JPEG) è un formato di immagine con perdita pensato per salvare fotografie in file di piccole dimensioni. La maggior parte delle immagini che incontri, dagli scatti del tuo smartphone alle foto di un sito di notizie, lo usa. In questo articolo vediamo da dove viene il JPG, come riesce a rendere i file piccoli, in cosa è bravo e in cosa no, e cosa tenere presente quando si converte da o verso questo formato.
JPG e JPEG sono la stessa cosa?
Sì. JPEG sta per Joint Photographic Experts Group, il comitato che ha scritto lo standard. L'estensione .jpg si è diffusa perché i primi file system di Windows e DOS limitavano le estensioni a tre caratteri. I file che terminano con .jpg, .jpeg, .jpe e .jfif usano la stessa compressione e la maggior parte dei programmi li apre allo stesso modo. Il tipo MIME è sempre image/jpeg.
Breve storia
Secondo il comitato JPEG, il lavoro di standardizzazione iniziò nel 1986. Il testo risultante fu approvato dal CCITT (come si chiamava allora l'organismo di standardizzazione dell'ITU) il 18 settembre 1992 come Raccomandazione T.81, e lo stesso identico testo fu pubblicato come standard internazionale ISO/IEC 10918-1. Il titolo ufficiale è "Digital compression and coding of continuous-tone still images", cioè compressione e codifica digitale di immagini fisse a tono continuo.
La T.81 definisce il metodo di compressione, ma non specifica del tutto come un file debba interpretare il colore. A colmare questa lacuna ci pensò il JFIF (JPEG File Interchange Format). Secondo la scheda del formato della Library of Congress, il JFIF fu sviluppato originariamente da Eric Hamilton di C-Cube Microsystems e pubblicato nel 1992. Sostanzialmente lo stesso documento è diventato la Raccomandazione ITU-T T.871 nel 2011 e lo standard ISO/IEC 10918-5 nel 2013. Quello che oggi chiamiamo "file JPG" è di solito un flusso JPEG racchiuso nel JFIF o nella struttura EXIF usata dalle fotocamere.
Come funziona la compressione JPEG
Il JPEG riduce i file eliminando i dettagli che difficilmente l'occhio umano nota. I passaggi principali sono:
1. Conversione del colore e sottocampionamento della crominanza
L'immagine viene convertita da RGB in una componente di luminosità (Y) e due componenti di differenza di colore (Cb e Cr). Poiché l'occhio è molto più sensibile alle variazioni di luminosità che a quelle di colore, le componenti cromatiche vengono di solito salvate a una risoluzione inferiore. Con lo schema più comune, il 4:2:0, si conserva un valore di colore per ogni blocco di 2x2 pixel. Nelle foto è quasi invisibile, ma le transizioni di colore nette, come un testo rosso o sottili linee colorate, possono apparire sbavate.
2. Blocchi 8x8 e DCT
Come descrive la T.81, ogni componente viene divisa in blocchi di 8x8 campioni e ciascun blocco viene trasformato con la trasformata discreta del coseno (DCT) in coefficienti di frequenza. In questo modo le aree uniformi (basse frequenze) vengono separate dai dettagli fini (alte frequenze).
3. Quantizzazione, dove avviene la perdita
I coefficienti vengono divisi per una tabella di quantizzazione e arrotondati. La maggior parte dei coefficienti ad alta frequenza diventa zero, ed è qui che l'informazione viene davvero scartata. Il cursore "qualità" di un editor controlla quanto sono aggressive queste tabelle: una qualità più bassa azzera più coefficienti e produce un file più piccolo.
4. Codifica entropica
I coefficienti rimasti vengono letti in ordine a zigzag e codificati senza perdita. Il processo di base (baseline) usa la codifica di Huffman; lo standard ammette anche la codifica aritmetica, ma in pratica questa opzione è supportata raramente. Il processo baseline usa una precisione di 8 bit per componente, mentre i processi estesi possono arrivare fino a 12 bit.
JPEG progressivo
Lo standard definisce anche una modalità progressiva, in cui l'immagine viene codificata in più passate che partono sfocate e diventano via via più nitide, anziché in un'unica passata dall'alto verso il basso. Con connessioni lente la pagina sembra completa prima, e spesso il file è anche un po' più piccolo.
Punti di forza e punti deboli
| Caratteristica | JPG |
|---|---|
| Compressione | Con perdita; l'impostazione di qualità bilancia peso del file e qualità dell'immagine |
| Trasparenza (alfa) | No |
| Animazione | No |
| Profondità di colore | 8 bit per componente (colore a 24 bit) nell'uso comune |
| Compatibilità | Supportato praticamente da ogni browser, sistema operativo, fotocamera, stampante e modulo di caricamento |
| Ideale per | Fotografie e immagini con sfumature morbide |
| Debole con | Testo, screenshot, loghi e grafica con bordi netti |
La guida ai formati di immagine di MDN descrive il JPEG come una buona scelta per la compressione con perdita delle immagini fisse e consiglia il PNG quando serve una riproduzione più precisa, oppure WebP e AVIF quando si vogliono sia una riproduzione migliore sia una compressione maggiore.
Quanto è diffuso il JPG?
I dati W3Techs di ottobre 2026 mostrano il JPEG sul 68,8% dei siti monitorati, secondo solo al PNG (74,9%). Il capitolo sui media del Web Almanac 2024 di HTTP Archive riporta che il 32,4% delle immagini nelle pagine mobile è in JPEG, ancora la quota maggiore tra tutti i formati. Lo stesso rapporto osserva che il JPEG è sceso da circa il 40% di tutte le immagini nel 2022 al 32% nel 2024, un calo di otto punti percentuali, mentre WebP ha guadagnato circa tre punti, SVG poco meno di due e AVIF quasi uno.
L'almanacco confronta anche l'efficienza: il JPEG mediano su mobile usa 2,0 bit per pixel, contro 1,3 per WebP, 1,4 per AVIF e 3,8 per PNG. Sono mediane delle immagini effettivamente servite sul web, non la stessa immagine codificata in ogni formato, ma spiegano perché i formati più recenti stiano guadagnando terreno.
Problemi comuni
Le aree trasparenti diventano bianche o nere
Il JPG non ha un canale alfa, quindi quando converti un PNG trasparente in JPG i pixel trasparenti devono diventare un colore pieno. Alcuni programmi usano il nero, altri il bianco. Se il tuo logo andrà su uno sfondo colorato, tienilo in PNG oppure scegli il colore di sfondo durante la conversione.
Disturbi attorno a testo e linee
Lavorare a blocchi di 8x8 ed eliminare le alte frequenze provoca il "ringing", leggere sbavature attorno ai bordi ad alto contrasto. A bassa qualità diventano visibili anche i confini dei blocchi. Per screenshot e grafica con testo, la scelta giusta è il PNG o il WebP senza perdita.
Il prezzo dei salvataggi ripetuti
Ogni volta che apri un JPG e lo salvi di nuovo come JPG, l'immagine viene quantizzata ancora e le piccole perdite si accumulano. Se stai modificando un'immagine, conserva l'originale oppure tieni la copia di lavoro in un formato senza perdita come il PNG.
Foto che appaiono ruotate
Le fotocamere spesso salvano un valore di "orientamento" nell'EXIF invece di ruotare i pixel. I software più vecchi che ignorano questo valore mostrano la foto di lato o capovolta.
Consigli per convertire da e verso JPG
- Una qualità tra 80 e 90 va bene per la maggior parte delle foto. Il nostro convertitore da PNG a JPG parte da 90; abbassa il cursore per ottenere un file più piccolo. Una qualità di 100 rende il file molto più grande ma non lo rende senza perdita.
- Scegli un colore di sfondo per la trasparenza. Il nostro strumento riempie le aree trasparenti di bianco per impostazione predefinita, ma puoi scegliere il colore della pagina su cui andrà l'immagine.
- Convertire da JPG a PNG non recupera la qualità persa. Una conversione da JPG a PNG evita ulteriori perdite durante la modifica, ma di solito il file diventa più grande.
- Per immagini web più leggere, prova a convertire da JPG a WebP o da JPG ad AVIF. Per ridurre un JPG mantenendolo JPG, usa lo strumento per comprimere le immagini, che ricodifica il JPG con qualità 75 per impostazione predefinita e mostra il peso prima e dopo.
- Posizione e dati della fotocamera. I nostri strumenti per le immagini non scrivono nel file di output dati EXIF, di posizione o della fotocamera, e l'orientamento corretto della foto viene applicato prima della codifica. Queste conversioni avvengono nel tuo browser, quindi i file non lasciano mai il tuo dispositivo.
Domande frequenti
C'è una differenza di qualità tra JPG e JPEG?
No. Sono lo stesso formato con estensioni diverse. Rinominare un file da .jpeg a .jpg non ne cambia il contenuto.
Si può salvare un JPG senza perdita?
La T.81 definisce effettivamente un processo senza perdita, ma i software e i browser più diffusi non lo supportano quasi mai. In pratica il JPG è un formato con perdita: anche la qualità 100 non è una copia esatta, a causa della quantizzazione e del sottocampionamento della crominanza.
Il JPG supporta lo sfondo trasparente?
No. Se ti serve la trasparenza, usa PNG, WebP o AVIF. Quando un'immagine trasparente viene convertita in JPG, le aree trasparenti vengono riempite con un colore pieno a tua scelta.
Quale valore di qualità conviene scegliere?
Per le foto, tra 80 e 90 di solito è un buon compromesso. Per immagini con testo o bordi netti, usa 90 o più, oppure resta sul PNG. I valori di qualità non significano esattamente la stessa cosa in tutti i programmi, quindi il controllo più affidabile è guardare il risultato con i tuoi occhi.
Meglio JPG o WebP?
Se l'immagine serve solo per il tuo sito, il WebP di solito dà un file più piccolo a parità di qualità e si apre in tutti i browser attuali. Se invece la invierai per email, la stamperai o la caricherai in software datati, il JPG è la scelta più sicura.
Fonti
- Raccomandazione ITU-T (CCITT) T.81 (09/92), copia W3C
- Comitato JPEG: panoramica di JPEG 1 (ISO/IEC 10918)
- Library of Congress: JPEG File Interchange Format (JFIF)
- ITU-T T.871: JPEG File Interchange Format
- MDN: Image file type and format guide
- W3Techs: Usage statistics of image file formats for websites
- HTTP Archive Web Almanac 2024: Media


